Partiranno lunedì in Fiera i lavori per la realizzazione del parco permanente della biodiversità e della vertical farm tecnologica. Lavori in corso anche per il rifacimento delle colonne delle pensiline dei padiglioni. Griggio: “Prosegue il nostro impegno per la città, ora ci aspettiamo una risposta dalle istituzioni”

(Padova, luglio 2017) Scatteranno lunedì 24 luglio in Fiera i lavori del cantiere di Giardino Italia, il parco della biodiversità aperto alla città e destinato a diventare vetrina permanente delle eccellenze del florovivaismo italiano. Uno spazio innovativo che nasce dalla scommessa di proporre un nuovo modello di Fiera e sarà inaugurato in occasione di Flormart 2017, il Salone Internazionale del Florovivaismo, Architettura del Paesaggio e Infrastrutture Verdi in programma dal 21 al 23 settembre. Una sfida difficile, a tratti in salita, che ha raccolto il consenso e la partecipazione di alcune fra i principali distretti e le più importanti aziende florovivaistiche italiane alcune delle quali da anni non trovavano più gli spunti per partecipare alle tradizionali manifestazioni fieristiche di settore e ha ora hanno deciso di “sposare” questo nuovo format. Il primo step prevede il coinvolgimento di 10 tra aziende e distretti produttivi, ognuno dei quali realizzerà un’area di Giardino Italia lungo il viale centrale della Fiera, interpretando lo spazio con i prodotti più significativi della propria offerta. Le aziende e i distretti sono stati scelti in modo da rappresentare i 1.200 km di biodiversità italiana, un’eccellenza unica al mondo da tutelare e valorizzare, partendo dalle regioni più a nord fino ad arrivare alle aree mediterranee.

Ad oggi hanno aderito al progetto, firmato dall’architetto Giorgio Strappazzon dello studio Vs Associati in collaborazione con l’Orto Botanico dell’Università di Padova: Vivaio Aumenta (Latina), Vivai Capitanio (Bari), Piante Faro (Catania), Giorgio Tesi Group (Pistoia), Vivai Imperatore (Caserta), Giardini Mati (Pistoia), Distretto Florovivaistico Alto Lombardo, Piante e Fiori d’Italia, ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori) con il Giardino di Giorgio.
In Fiera potranno anche contare su uno spazio di rappresentanza in cui accogliere, durante tutto l’anno, i buyer in arrivo dall’estero per visitare le eccellenze esposte nel giardino. Ogni azienda “allestirà” un’area di 250 mq, il Giardino Italia occuperà una superficie complessiva di 2.500 mq.

Al Giardino Italia si affiancherà una vertical farm integrata con le più innovative tecnologie, che troverà posto nella piazzetta antistante il ristorante. Un’installazione sviluppata all’interno di un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Veneto e coordinato dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona, in collaborazione con le aziende Agricontrol snc di Balbo e Secco, Ambra Elettronica srl, Organizzazione Orlandelli srl, il Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola (CeRSAA) della Camera di Commercio Riviere di Liguria di Albenga e lo studio Vs Associati.

Sono inoltre in corso in queste settimane i lavori per il consolidamento strutturale delle colonne portanti delle pensiline esterne dei padiglioni 14, 15, 1, 2, 3 e 4, che si affacciano sul viale centrale.

“In sostanza – è il commento di Luca Griggio, ad di GEO Spa, società che dallo scorso settembre ha assunto la gestione della Fiera di Padova – non potendo attendere oltre pena l’impossibilità di proseguire l’attività fieristica abbiamo deciso di assumere la responsabilità di attivare tutti i processi di ristrutturazione e adattamento del quartiere ad eventi di carattere internazionale. Una scelta attuata sulla base delle trattative avviate con le istituzioni locali già lo scorso gennaio, per la regolamentazione dei rapporti patrimoniali relativi all’uso del quartiere stesso. In questo senso la Camera di Commercio ha assunto impegni precisi, annunciati anche attraverso dichiarazioni a mezzo stampa in data 25 febbraio e 3 marzo l’intenzione di sostenere con un cospicuo finanziamento la ristrutturazione del quartiere e l’attività di rilancio intrapresa da GEO. Un’attività che, lo voglio ricordare, è prima di tutto un’attività a favore della città. Attendiamo fiduciosi”.

“In un solo anno – continua Griggio – siamo riusciti a riportare Flormart, manifestazione che ormai aveva completamente perso il suo appeal sul mercato, a una dimensione internazionale – abbiamo triplicato la presenza espositiva e già oggi il Salone è il più importante evento internazionale in Italia nel campo del Florovivaismo. Giardino Italia è un progetto che attiva il modello di economia circolare cui tende il nostro piano industriale, e nasce dalla scommessa di disegnare la “Padova Smart City” a partire dal verde, non più elemento accessorio, ma asset strategico per un nuovo modello di sviluppo, improntato sulla sostenibilità. Flormart ospiterà inoltre appuntamenti di rilievo internazionale come il convegno internazionale dedicato al florovivaismo e il Forum Internazionale EcoTechGreen, che porteranno in Fiera alcuni fra i più importanti paesaggisti e architetti a livello mondiale. Relazioni di cui stiamo già facendo tesoro per attivare progetti che consentano di accedere a fondi Bei e fondi comunitari per la rigenerazione verde della Fiera e a favore dell’intera città. Registro inoltre con soddisfazione il riconoscimento del marchio D.O.C. per i florovivaisti di Saonara, ottenuto anche grazie al nostro impegno per consentire l’aggregazione e la capacità di rappresentanza delle aziende del territorio”.

Il cantiere per il consolidamento strutturale delle colonne è invece “l’ennesimo intervento necessario di fronte al quale, con senso di responsabilità, non ci siamo tirati indietro”. I lavori sono partiti dopo che una perizia chiesta proprio dalla società che gestisce la Fiera aveva evidenziato rischi strutturali legati allo stato di deterioramento in cui versavano le colonne portanti in cemento e calcestruzzo. “Una situazione – prosegue Griggio – venuta alla luce a seguito della rimozione del rivestimento esterno di alcune colonne, che in un primo momento dovevano essere oggetto solo di un intervento estetico: dopo aver verificato la condizione alquanto precaria della struttura interna, abbiamo immediatamente commissionato la perizia, a seguito della quale si è deciso di far partire i lavori di consolidamento in tempi rapidissimi in modo da garantire la sicurezza in vista della ripresa dell’attività fieristica in settembre”.

“Questo – conclude l’ad – è solo uno dei tanti interventi urgenti di manutenzione straordinaria e ripristino funzionale che abbiamo già avviato o portato a termine nel corso del 2017. Abbiamo trovato il quartiere in condizioni davvero degradate, più di quanto potesse risultare “a prima vista”. In assenza di una risposta e considerata la criticità della situazione, siamo stati costretti a intervenire mettendo in campo interventi indispensabili per conservare il valore e la capacità produttiva. Nel lungo elenco di lavori già avviati o programmanti, interventi che riguardano il rifacimento o la manutenzione degli impianti e delle strutture. Ai cantieri strutturali indifferibili si affiancano interventi altrettanto urgenti che interessano il layout degli spazi: interventi che sarebbe davvero riduttivo classificare come “estetici”, perché un’attività fieristica non può certo prescindere dalla condizione di poter disporre di spazi in linea con gli standard richiesti dal mercato. Ecco che abbiamo dovuto provvedere – per citare solo alcuni interventi – alla sistemazione degli uffici commerciali o alla riqualificazione interna del padiglione 11”.